venerdì 21 giugno 2013

Street Art: Le "Gallerie a Cielo Aperto"


di Valeri Tarasov

Arte di strada o arte urbana: si esprime, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture ecc. Il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano, a trent’anni dalla sua comparsa, ha guadagnato una rilevanza unica sul panorama della creatività  contemporanea influenzando in maniera significativa le arti visive.

La rivoluzione nel campo del graffitismo europeo iniziò a Parigi negli anni ’90, con artisti quali Stak, Andrè, Honet e altri; da quel momento i graffiti influenzeranno la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone.

Intorno al 2000, creativi europei -tra Francia, Inghilterra, Spagna e Italia-, intraprendono un nuovo percorso in cui l'€™esigenza di espressione è orientata soprattutto verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico ai propri lavori.

Gli street artists hanno alla base motivazioni differenti; in alcuni casi questa forma d'€™arte è vissuta come forma di sovversione, di critica o anche come tentativo di riappropriarsi degli spazi pubblici ed ‘esterni’ della città . In altri casi viene valorizzata l'eccezionale potenzialità  della street art come opportunità  di esporre le proprie creazioni ad un pubblico “aperto”, molto più numeroso e trasversale di quello di una galleria d’arte o di un museo, dove prevale, spesso, la logica manageriale e commerciale incompatibile con la “spontaneità espositiva” della street art.

Banksy è uno dei maggiori esponenti della street art, il writer più trasgressivo di tutti tempi.

Secondo il Daily mail si chiamerebbe Robert Banks e sarebbe nato a Bristol il 28 luglio 1973, ma la sua identità è carica di mistero tanto da essere soprannominato “l’invisibile”. Questa scelta di “non-rintracciabilità” lo ha comunque portato a diventare uno street artist di fama mondiale; le sue opere -esposte dalla Gran Bretagna alla Palestina- hanno molto incuriosito le grandi testate giornalistiche di tutto il mondo.

Banksy si ispira ai grandi temi politici, sociali, culturali, etici che connotano il mondo contemporaneo. Lo stencil è la tecnica più utilizzata dall’artista, che -grazie alle sue opere- si è diffusa in tutto il mondo, riportando l’icona al centro di questa forma espressiva, ma caricandola di trasgressività e intento provocatorio.

Nel 1998 Banksy organizza un evento senza precedenti: un raduno di graffitari Walls on Fire che per un intero weekend richiamò artisti da tutta Europa. Da quel momento la sua fama nell’ambito del graffitismo europeo si diffonde notevolmente, portandolo a realizzare opere nelle maggiori capitali europee, non solo sui muri delle strade, ma anche nei luoghi meno accessibili come le gabbie dello zoo di Barcellona e di Londra dove, nel recinto dei pinguini, inserì la scritta: “Il pesce ci fa schifo, il posto non ci piace, ci annoiamo a morte”.

Banksy è entrato anche nei musei più importanti del mondo dove ha appeso le sue opere tra le altre già presenti: sono in genere quadri dipinti in perfetto stile settecentesco, in cui l’artista aggiunge alcuni particolari completamente anacronistici che propongono un effetto ironico, inedito e provocatorio (nobili del Settecento con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas, ecc.). È rimasta celebre la Gioconda con il viso giallo che l’artista appese -di nascosto- al Louvre.

Le opere di Banksy propongono, inoltre, messaggi contro la guerra, il capitalismo e il conformismo; i protagonisti sono animali, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani.

Tra i murales più famosi di Banksy ci sono quelli realizzati nell’agosto del 2005, combinando varie tecniche, sulla Israeli West Bank barrier, il muro di separazione israeliano costruito nei territori della Cisgiordania. Si tratta di veri e propri squarci nel muro, realizzati con la tecnica del trompe l’oeil, che permettono di traguardare e ‘frantumare’ virtualmente la barriera.

In Italia l’artista ha realizzato a Napoli, in via Benedetto Croce, uno stencil, cancellato nel maggio del 2010, che rappresentava una reinterpretazione della Santa Teresa del Bernini raffigurata con in mano delle patatine e un panino, simbolo del consumismo .

Napoli, reinterpretazione della Santa Teresa del BerniniNapoli, reinterpretazione della Santa Teresa del Bernini

A Londra, tra le opere più famose, c’è quella, recentemente rimossa, raffigurante i protagonisti del film di Quentin Tarantino Pulp Fiction che impugnano banane invece di pistole.

Londra, Pulp Fiction
La Londra, Pulp Fiction

La grandezza di questo artista è stata confermata, inoltre, anche dalla mostra che si è tenuta nel 2009 nel Museo di Bristol, visitata da 300 mila spettatori in tre mesi. Un evento che dimostra come le gallerie “a cielo aperto” riconquistano i musei coinvolgendo le masse e basandosi sulla spontaneità e la trasgressione. Evviva Banksy !


Street Art: Le "Gallerie a Cielo Aperto"

Nessun commento:

Posta un commento